Quel giorno c’ero anch’io……………….. in  mezzo  a  tanti “ Campioni ”

Londra 1991  di  Marino  Bongiovanni

 

…Erano i favolosi anni ‘60 e per tutta Europa imperversava la “BEATLESMANIA ”, per la Maggior parte degli adolescenti di allora e anch’io ero un "Fans" delle loro canzoni (conservo ancora gelosamente i 45 giri e LP in vinile). Il mio desiderio di poter un giorno attraversare lo stretto della Manica ed approdare nella terra dei Beatles...si avverrò il 21 aprile del 1991 con l’occasione di partecipare in Inghilterra, alla coppa del Mondo di Maratona. Presenti i più forti maratoneti di tutti i tempi con la nostra squadra Italiana maschile composta dai seguenti atleti: Bordin, Bettiol, Gozzano e Faustino; quella Femminile schierava Scaunich, Fogli, Bizioli e Villani. La gara si annunciava come l’evento più importante della stagione con trenta squadre da tutto il mondo, tra queste; quella Sovietica, Inglese, Tedesca, Francese, Polacca e Portoghese.

                             

  ….Londra!   Un   appuntamento   da   non   perdere.    Itinerario che ci ha  permesso  di  attraversare 6 Stati.                           

Deciso di intraprendere il viaggio in camper con altri tre compagni della mia stessa società sportiva. La scelta è di quelle che non si possono sbagliare, mi seguono in quest’avventura Luciano Cocchi, G.Camillo Trapella e Graziano Minghini. Giovedì 18 Aprile 1991 siamo al fatidico giorno della partenza, un’intensa ed inattesa perturbazione porta un’ondata di freddo in tutta Europa tant’è che di prima mattina nevica abbondantemente, ma non ci spaventa e carichiamo sul Camper tutto l’occorrente (anche le catene da neve) e partiamo verso Milano.

 

    

 ...Il Porto di  Calais per imbarcarsi per l’Inghilterra.      ..Sistemato  il  camper  nella  pancia  del  traghetto

Per nostra fortuna strada facendo la neve si trasforma in pioggia. Cartina alla mano, la strada da percorrere è tanta, ma questo non mi spaventa più di tanto, specialmente, se guido in buona compagnia.  Agevolato dal fatto di viaggiare con un Camper si era pensato ad un itinerario che ci avrebbe permesso d’attraversare sei Stati: Svizzera, Germania, Francia, Luxemburgo, Belgio e Inghilterra. Instancabilmente ho guidato per parecchie ore fermandomi solo per i rifornimenti di carburante. Alle ore 23.00, dormiamo in un parcheggio a METZ.  Venerdì 19 aprile sì riparte…la strada è tanta ma la voglia di arrivare ancora di più.  Alle ore 16.30, entriamo nella Francia del Nord a “CALAIS”.  Raggiunto il porto di collegamento tra il continente e l’Inghilterra. Ci imbarchiamo e sistemiamo il camper nella pancia del traghetto.

 

     

..Sul  traghetto  per  la  traversata  della  manica.       Il viaggio continua per Londra dal  Porto di  Dover.         

 

 

Alle ore 17.30 la nave prende il largo per l’attraversamento dello stretto della Manica (Calais-Dover) forti nello spirito d’avventura affrontavamo quel estenuante viaggio con il mare a “forza otto”, per raggiungere la nostra meta prefissata. Londra! Occorre circa un’ora e mezza prima di vedere le famose bianche scogliere di Dover e raggiungere il Porto. Sbarchiamo finalmente in Inghilterra, famosa per la sua storia ed in particolare per la collaudata democrazia. Usciti con il Camper dopo il controllo doganale senza problemi, prendo l’autostrada in direzione di Bridge-London….Guido in mezzo ad un incredibile traffico e quasi non mi accorgo della differenza dovuta all’opposto senso di marcia (qui si circola a sinistra! ).

       

 …Si  guida all’opposto del nostro senso  di  marcia    ….Troviamo  un   luogo dove  parcheggiare  il  camper.

Arrivo nel centro di Londra in piena notte, agevolato così nel compito di trovare un luogo tranquillo dove parcheggiare il Camper. E’ oltrepassata la mezzanotte, quando raggiungo “REGENT-PARK”. Stanchi ma consapevoli di aver raggiunto la nostra meta ci corichiamo per dormire. Dopo 7 ore di meritato riposo e poco più di quarantaquattro ore dalla nostra partenza dall’Italia, ora ci troviamo a correre in quel meraviglioso ed immenso parco, in pieno centro londinese. Successivamente deciso di lasciare fermo il camper, ci spostiamo a bordo di uno dei caratteristici Taxi Londinesi per recarci al Centro Maratona situato nei pressi del parco di “Westminster Bridge”. Sono le ore 10.30, quando entriamo in un’immensa tendopoli e mentre visitiamo i vari padiglioni d’articoli sportivi e souvenir, ritiriamo il “Pacco-Gara”.

        

  …Presso Hotel White House  con  Orlando  Pizzolato.    ….Ci  spostiamo  a  bordo  di  un caratteristico Taxi .                        

La giornata si concludeva allegramente in camper, tra i preparativi per il giorno successivo compreso un abbondante pasto (1 Kg. di spaghetti). Ore 7.00: mattina del 21 Aprile 1991, in uno dei tanti autobus dell’organizzazione raggiungiamo il quartiere “GREENWICH“. L’immenso parco è già preso d’assalto da migliaia d’atleti, provenienti da tutte le parti del mondo (40.000 su 80.000 richieste). 273 gli atleti Italiani partecipanti! Sul luogo della manifestazione dopo aver effettuato le immancabili istantanee di rito sotto lo striscione della partenza, potete immaginare l’emozione di incontrare, niente meno che il protagonista in assoluto di quella maratona! Gelindo Bordin….Un grande fondista tra i più favoriti alla vittoria!

 

       

Ritirato pettorale della gara presso il Centro Marathon.    ….La  classica  cena  pre-maratona  con  spaghetti.                     

 

Da alcuni giorni, le testate dei più autorevoli giornali del mondo, scrivevano che si trattava dell’avvenimento Sportivo più atteso dell’anno...e la squadra Italiana era tra le favorite e non sarebbe stata una sorpresa se avesse vinto...Con tutte quelle premesse! Non mi sembrava vero di poter stringere la mano e salutare un personaggio così rappresentativo per il Podismo Italiano. Affascinante l’attimo che precedeva il fatidico “VIA”...Sopra di noi volteggiavano lenti, due maestosi elicotteri, quasi in atteggiamento protettivo. Alle ore 9.30: un colpo di Cannone dal via al Campionato del Mondo a squadre con la “LONDON MARATHON”…

 

                     

 ....Incontro  Gelindo  Bordin  prima  della   partenza.      …Impeccabile l’organizzazione  London  Marathon !                            

Era finalmente arrivato il momento di scaricare tutta l’adrenalina accumulata nell’estenuante attesa e così l’imponente fiumana di gente scalpitante si muove. Subito è chiara la difficoltà a correre in mezzo ad un tracciato transennato e stretto che non agevola per niente il flusso dei maratoneti.  Ad ogni incrocio sbarramenti e poliziotti controllavano il flusso automobilistico. Ogni qual volta si attraversava un quartiere segnalato da striscioni e palloncini, un folto pubblico assiepato lungo la strada era accompagnato da orchestrine improvvisate che incitavano gli atleti cantando le intramontabili canzoni dei Beatles. Devo procedere a zigzag per superare i numerosi atleti sul percorso per parecchi chilometri e mentre continuo a correre, vedo scorrere davanti a me, la metropoli dell’Industria, della Finanza e della Cultura.

 

          

La lunga  fiumana dei  partecipanti  inizia a  muoversi     Devo correre a zigzag per superare i numerosi atleti! 

Ora sono al “Greenwich - Village” poi sul famoso ponte “Tower Bridge”, arrivo nell’immenso viale “The Mall” e al “Buckingam Palace”, eccomi davanti al “Westminster” con il suo immenso palazzo “Houses of Parliament” a fianco della torre, emblema della città “Clock Tower”, con il suo “Big-Ben”. Concludo la mia corsa in 2h53’58”. Ricevuta la meritata medaglia, stanco ma appagato, perché la maratona rimane sempre una bella esperienza umile, com’è umana la fatica e la gioia di finirla. La notizia del ritiro di Gelindo Bordin (al 28 Km.) e della simpatica Emma Scaunich (al 21 Km.) mi rattrista un po’, ma anche i “Campioni”, sono fatti di carne e ossa e non sono invincibili. In un modo rocambolesco riesco a riavere la mia sacca e non trovo purtroppo, docce calde e lettini per i massaggi.

 

 

      

  ..La  maratona   può   far   superare  tanti    pregiudizi!   Quel giornoC’ero  anch’ io  in  mezzo ai Campioni !

Senz’altro è l’unica nota dolente indirizzata all’organizzazione, forse 40.000 partecipanti creano più problemi di quanto si può immaginare in una città come Londra. A distanza di anni, ancora oggi penso la forza che ha lo sport, nel fare superare tanti pregiudizi. Muoversi in piena libertà come abbiamo fatto noi a quel tempo e maggiormente oggi con l’Unione Europea, acquista il significato di un messaggio di pace fra tutti i popoli, poiché attraversavamo i vari stati senza accorgerci che esistevano Frontiere. Voglio affermare che questo viaggio insieme ai miei compagni mi ha dato la possibilità di sentire ancora di più quel senso d’amicizia che c’è tra noi “Podisti”. Ah! Quasi dimenticavo, ora posso tranquillamente affermare quel giorno a Londra ”C’ero anch’ io in mezzo a tanti Campioni!”