Le mie prime
scarpe …………….Da
Podistica di
Marino Bongiovanni
…“C’era una volta un paio di scarpe da ginnastica”…Potrebbe iniziare così
questo racconto, ma andiamo per ordine. Prima di praticare la corsa su strada a
livello amatoriale ed agonistico nel 1987, come tanti altri ho praticato altre
discipline sportive...senza trovare alcuna soddisfazione da indurmi a
continuare in quella attività intrapresa. La mia prima esperienza in una corsa
podistica risale al 1976…Tale opportunità di partecipare ad una gara la devo ad
una mia provocazione lanciata nei confronti di amici corridori, che
partecipavano nelle varie Camminate domenicali. Li conoscevo molto bene perché
frequentavo lo stesso Bar “Bertoldo e Bertoldino”. A quel tempo li provocavo
continuamente, perché sostenevo di poter correre in mezzo a loro senza
sfigurare e senza un minimo d’allenamento, tanto che li chiamavo “Tapascioni da
strapazzo”!
I partecipanti che
hanno accettato la
sfida! La mia
provocazione era di finire la
gara in 1h30’!
In quel locale frequentato da molti podisti usava spesso darsi dei
soprannomi e quelli che avevo sfidato, sicuramente avevano appellativi che
brillavano più di tanti altri per originalità. Sergio Savioli, detto
“FANTASMA”. Chiamato così per le sue sporadiche apparizioni nelle corse
podistiche, si vedeva alla partenza e al termine della gara tornava a far
perdere le sue tracce fino ad un’altra camminata. Angelo Bertoncelli lo
chiamavano “COMPLIMENTI”. Era sua abitudine controllare le migliori prestazioni
cronometriche degli amici podisti del Bar e dopo la gara podistica andava
personalmente a stringergli la mano per elargire i suoi…Complimenti. Broccoli
Giovanni un variegato personaggio con diversi appellativi: “Bestiaccia, Delfino,
Biondo, Nadraccio e ricordo bene, ad ogni suo ingresso nel locale metteva in
ansia e agitazione il proprietario, potete immaginare l’elemento!
Il Gruppo dei partecipanti prima della Camminata! La concitata partenza della Camminata
delle 7 case.
Deciso giorno e luogo della sfida (domenica 26 settembre), si trattava
della “Camminata delle sette Case”, una corsa di 16 chilometri non
competitiva organizzata nell’ambito della Fiera d’Autunno di San Giovanni in
Persiceto. Una Manifestazione consolidata nel tempo, sia per i numerosi
appassionati provenienti dalla nostra Provincia e zone limitrofe, sia per i
bellissimi premi messi in palio. La sfida consisteva nel riuscire a terminare
il percorso entro un’ora e mezza. Un tempo abbastanza “STRINGATO” per me, che
non avevo mai corso in una gara. Acquistai un paio di scarpe bianche e blu da
ginnastica, prese al mercato. Forse ero stato un po’ spaccone a lanciare quella
scommessa, in ogni caso ero convinto di riuscire nell’impresa.

… Bonjovi in
compagnia di Angelo
e
Maurizio. …Bonjovi con
gli amici Andrea e Raimondo.
Ricordo ancora come oggi,
quella mia concitata ed emozionante partenza in mezzo a migliaia di
appassionati podisti, tra questi molti amici frequentatori del Bar e gli
immancabili sfidanti. Dopo i primi 500 metri, i tre personaggi…il Fantasma,
Complimenti e il Nadraccio, con un ghigno disegnato in viso mi salutarono con
la solita frase di rito ”Ci vediamo all’arrivo. Se ce la Fai”. Allungarono il passo e piano, piano li vidi
scomparire dal mio orizzonte. La gara dal caratteristico percorso attraversava
campi coltivati, fra i filari d’alberi da frutto di alcune tenute di campagna
(appunto sette case), in una zona d’interesse naturalistico.
….Bonjovi
con gli amici Angelo e
Maurizio. …. La Camminata attraversava campi coltivati.
Fu una corsa al massacro! Ma, il punto più faticoso del percorso era dal 5° al 13°chilometro,
perché la strada era sterrata e non c’è cosa più traumatica che correre in un
terreno sconnesso, con buche e la costante paura
di…Cadere e farsi male. Ero talmente concentrato a sopportare la sofferenza fisica da non
accorgermi di avere una scarpa slacciata, fino a, quando, dopo aver calpestato
il laccio sciolto, mi sono ritrovato a gambe all’aria.

Devo finire la Camminata entro un’ora e mezza. ….Sono ottimista di riuscire
nella mia impresa!
Uscito a testa alta da quella
scommessa, senza sapere se un giorno o
l’altro sarei tornato a correre, ero sfinito e
dolorante. Quello che ho passato nei giorni successivi non l'auguro a nessuno,
ho sofferto le pene d’inferno per due settimane con il mal di gambe e le vesciche
ai piedi. In seguito mi consigliarono di buttare via quelle scarpe (anche se
nuove), perché non adatte alla corsa su strada.
Comunque non mi andava di gettarle, perché mi avevano accompagnato in
quella prima esperienza podistica.
…Vedo finalmente
lo striscione del traguardo. Concludo
la Camminata nei tempi prestabiliti.
Con il tempo dimenticai quella avventura e
soltanto dopo undici anni, un altro scapestrato appassionato di quest’umile e
faticoso sport mi convinse, ad intraprendere di nuovo la via della corsa su
strada, con la differenza che non ho più smesso di correre! Ancora oggi
conservo quelle mie prime scarpe, gelosamente appese ad un chiodo tra i vari
trofei, coppe e medaglie nel unico angolo concesso da mia moglie (il garage).