Oltre quel muro……………a Berlino
1990 di Marino Bongiovanni
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Sono passati molti anni, ma sembra solo ieri e sono
trascorsi veramente in fretta! Tutto era iniziato un venerdì, per la precisione
il 28 settembre del 1990. La compagnia era quella giusta! Entusiasti
d’intraprendere un’insolita avventura, ci dirigevamo di prima mattina in auto
nella vicina città di Taglio di Po, dove ci aspettava il Camper della sorella
del “Gianca” per andare a Berlino. Una decisione presa in comune accordo, prima
di metterci in viaggio è stata la ripartizione dei compiti: il “Babbo” era
Cassiere/Economo, “Goretao” il Cuoco/Lavapiatti, il “Gianca”
Navigatore/Interprete e “Bonjovi” Autista/Meccanico. L’opportunità
d’intraprendere un viaggio che ci avrebbe portato ad attraversare mezza Europa,
era motivato dal fatto di voler visitare Berlino, dopo la caduta del muro del 1989
e guardare quella nuova realtà tedesca senza più confine tra Ovest e Est.
Berlino! Una nuova
realtà con la caduta del muro. …Un lungo viaggio di
Era
la prima volta che intraprendevo un viaggio così lungo e la strada da
percorrere era tanta, ma guidare ininterrottamente per diverse ore non mi
spaventava. L’itinerario studiato appositamente per arrivare a Berlino, cartina
alla mano era di attraversare Innsbruck, Monaco, Francoforte, Lipsia ed entrare
da Potsdam. Il ritorno da Berlino verso casa, era Dresda, Praga, Vienna, Graz,
Udine per poi raggiungere Modena e finalmente arrivare a casa dopo aver
percorso
Raggiunto
il confine Svizzero ci fermiamo alla frontiera per le solite
formalità di rito. Alla richiesta dei “Documenti”, ho consegnato la carta
d’identità, ma una volta restituitami…mi rendo conto di aver dato quello di mia
moglie preso per errore al posto della mia lasciata a casa! Durante il
controllo non se ne erano accorti (strano a dirsi gli elvetici sono così
precisi), avevo comunque per ogni evenienza anche il passaporto con me… Almeno
quello era il mio! La voglia di
raggiungere la meta era tanta e ci fermavamo solo per mangiare e per i
rifornimenti di carburante. Ho guidato per parecchie ore, fermandoci solo per
dormire dopo essere entrati in Austria a mezzanotte inoltrata, in un’area di
servizio dell’autostrada. Sabato mattina sveglia alle prime luci dell’alba,
breve colazione e via di nuovo alla guida del Camper verso Berlino, dove la
raggiungiamo soltanto poco prima di mezzogiorno.

….Macinavo chilometri e chilometri d’autostrada. Arriviamo a Berlino Ovest poco prima di
mezzogiorno.
Fin
qui la breve cronaca di quel lungo viaggio…Nei giorni successivi, lasciato il
Camper in una zona tranquilla della città nella parte Ovest, con curiosità
abbiamo cercato di guardare come stava cambiando il suo assetto. Personalmente volevo
cercare di rendermi conto, anche se solo in parte, cosa voleva dire vivere
separati da un muro in cemento alto quattro metri, che si sviluppava per oltre

....Abbiamo iniziato a
visitare il cuore
di Berlino. Come si poteva vivere separati da un muro di
Lo
testimoniano le numerose croci delle tombe dei caduti nei pressi della Porta di
Brandeburgo, a ricordo delle vicende di quella, quanto inutile guerra
fratricida…Le cronache di allora, i resoconti giornalistici, suscitarono molto
scalpore in tutto il mondo, sia durante la sua costruzione, sia nel momento
dell’abbattimento. Da allora sono passati molti anni: pochi o tanti che siano. Sono
sicuramente un tempo sufficiente a maturare coscienze e a cambiare
atteggiamenti e comportamenti. Possono essere anche un tempo sufficientemente
lungo per cancellare totalmente la memoria, anche perché ci sentiamo
costantemente sollecitati dal nuovo, orientati verso un futuro che speriamo
migliore rispetto al passato.
….Giacciono silenziose le croci di fuggitivi a
Ovest. ...Nei pressi
della Porta di
Brandeburgo le Croci!
Se
per molti anni i berlinesi hanno colorato il desiderio di riunificare la città,
ricoprendo le pareti di cemento con graffiti, poesie e slogan provocatori, la
storia di allora è diventata cronaca odierna resa viva dai fatti e dalle
situazioni avvenute di recente con la costruzione di altri muri!…Anche se nei
secoli l’uomo ha sempre cercato di difendersi e proteggersi con solide mura,
alla fine il “Pensiero” è sempre più forte della pietra e del muro…Se ora vuoi
mandare quel tipo di messaggio, Berlino sicuramente è la città simbolo che ha
abbattuto quel muro in nome di quel pensiero di libertà! Ora è soltanto un ricordo, restano pochi
metri di quelle pareti ma resta forte il ricordo di quei tempi passati e
dell’inutilità di tale opera umana.
Il pensiero è sempre più forte della pietra del
muro. I turisti vanno
a prelevare pezzetti del muro di Berlino.
Mentre mi appresto a concludere questo breve ricordo di quel viaggio inteso come
esperienza di vita, voglio ricordare il comportamento dei tre amici, per
qualità e doti che prima non conoscevo. Il sapersi sopportare senza sopraffare
le diverse personalità. Spirito di adattamento alle più svariate ed improvvise
situazioni. La ripartizione dei compiti svolti con autosufficienza e capacità
di assolverli, autocontrollo nell’accettare l’eventuale “Invadenza” o ritmi di
vita diversi. L’immedesimarsi nella propria parte con una personalità
impressionante.
Ancora numerosi i muri da abbattere
e per Souvenir…..Bastava prendere a
noleggio martello e Scalpello!
“IL CUOCO”...Ha soddisfatto
le esigenze culinarie di tutti, con pranzi semplici, gustosi e a volte
sconosciuti al nostro palato. “L’ECONOMO”...Ha
amministrato con oculatezza, senza essere tirchio, la cassa comune e da
ragioniere incallito ha acquisito dimestichezza con il cambio delle valute. Il
“Navigatore/Interprete”, con la cartina alla mano mi ha indicato, senza mai
sbagliare strada. Mai in difficoltà nel farsi capire ed interpretare la lingua
straniera. Nella veste di “AUTISTA/MECCANICO”…Alla guida di un Camper per la
prima volta, ho destreggiato nel traffico con sicurezza e padronanza del mezzo
per tutti i
La Gedachtniskirche……Chiesa
della Rimembranza! La storica Porta di Brandeburgo che divideva la città
Ora permettetemi uno sfogo
mentale, ho voluto scrivere queste brevi considerazioni sugli amici di viaggio
non per “PRESUNZIONE”, ma perché sono convinto che quella esperienza rimarrà
impressa nella nostra memoria, non solo per aver guardato oltre quel muro, ma
soprattutto perché lo spirito di gruppo e la solidarietà esistita fra noi, può
essere l’embrione di una possibile gigantesca “PACE” Universale…Basta saper
cogliere il valore della personalità altrui per evitare i tanti conflitti del
nostro pianeta.
Un muro alto