La prima
volta in mare………..Alba di Riccione di Marino Bongiovanni
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…Finalmente ho
la grande opportunità di cimentarmi in un “Triathlon Sprint” in Mare! Domenica 6
settembre 1998 era una splendida giornata di sole, presso la Beach Village di
Riccione si disputava questa affascinante specialità che vedeva percorrere una
frazione di nuoto in mare, seguita da una frazione ciclistica ed infine
un’ultima frazione podistica. Mi ha seguito in quella avventura, per la prima
volta, mia moglie da sempre restia a seguirmi nelle mie imprese sportive, specialmente
se si trattava di cimentarsi in una piscina per effettuare Triathlon. Ma, il fascino del mare di Riccione, da
sempre ha un forte richiamo su di lei e questa volta veniva volentieri in
quanto affermava soddisfatta e sorridente: “Mentre tu, nuoti, pedali e corri,
prendo il sole a riva”. Del resto ero molto contento di potergli dimostrare
quanto potevo valere in questa affascinante specialità. Raggiunto il luogo
della gara, organizzata dalla Adriatletica di Riccione di primo mattino (ore
8.00), espletavo come consuetudine l’iscrizione e ritiravo il pacco gara.
Fin dal primo mattino aperte le iscrizioni allo Sprint! La dislocazione prevista per la
zona cambio nuoto/bici.
Messo in ordine il suo contenuto, consistente nella calotta numerata, il
numero da apporsi sulla bicicletta, il pettorale di gara da sistemare sul body,
scritto il numero di gara con il pennarello nero sul braccio e sulla gamba dx
(...questo è già sufficiente a farti sentire un vero Triathleta), collocavo la
bicicletta nella zona cambio con il casco appoggiato rovesciato sul manubrio e
dentro gli occhiali con le stanghette aperte. Ora ero pronto per affrontare
questa prova sulla distanza “Sprint ” che prevedeva una frazione di
Una volta entrato nella zona cambio sistemo
la bici. ….Prima dell’inizio si effettua il riscaldamento in mare.
Alle ore 10.30 tutti pronti al “VIA”, in un’unica batteria
sul bagnasciuga della spiaggia, circondati da bagnanti curiosi di seguire tutte
le fasi di questa prima frazione, con 185 “Triathleti” pronti
a dare il meglio di se stessi. Spettacolare la partenza, dei triathleti con i
loro variopinti body, occhialini e le calotte bianche numerate che correvano
verso il largo. Prima di entrare in acqua, ho cercato come punto di riferimento
la prima “BOA” che dovevo raggiungere e ho corso il più possibile superando le
onde che mi schiaffeggiavano il corpo. Ho iniziato a nuotare, quando ero sicuro
che vi era una profondità tale da iniziare a mulinare le braccia. Tra spruzzi
d’acqua, onde e il riflesso del sole mi sono trovato a nuotare in mezzo ad
altri concorrenti e devo dire che mi ha fatto un certo effetto essere in
gruppo…è stata un’esperienza emozionante, ho cercato di evitare qualsiasi
contatto fisico con gli altri concorrenti. Vi erano, infatti, delle probabilità
di prendersi qualche calcio o manata di troppo, in quegli attimi concitati.
Sapevo di non essere un forte nuotatore e quindi mi ero posizionato sul lato
sinistro, della mia ipotetica linea retta in direzione della prima boa (in
quanto respiro dalla parte destra) così avevo modo da avere sempre sott’occhio
gli altri avversari.
Siamo schierati sul bagnasciuga
prima del “Via”… ..…La
partenza in questi
casi è sempre
frenetica!
Ho trovato non poche difficoltà sia all’andata (per prendere il ritmo
delle onde) che al ritorno con il riflusso delle onde che mi spingevano al
largo, ma non mi sono mai perso d’animo. Ho trovato un ritmo poco dispendioso di
energie, alzavo la testa di tanto in tanto per orientarmi e ho continuato così,
fino al termine. Sono uscito, dall’acqua dopo circa 18 minuti (credetemi sono
sembrati interminabili) insieme con altri triathleti tra gli applausi ed
incitamenti dei bagnanti e di mia moglie che assisteva alla gara! Ora ero nella
zona cambio “Nuoto - Bici” in corrispondenza della mia bici, sulla quale avevo
messo un asciugamano che oltre ad essere un ulteriore riferimento per non
perdermi nella marea di altre biciclette, mi è servito per asciugare e pulire
dalla sabbia i piedi prima di calzare le scarpe. La maggior parte degli atleti
più esperti hanno le scarpette-bici già fissate ai pedali automatici (consente
di guadagnare tempo prezioso). Non è mai stato il mio caso, ho sempre preferito
infilarmi subito le scarpe podistiche (per la corsa finale). Infine mi infilavo
il casco e gli occhiali. Il cambio
“Nuoto-Bici” è normalmente considerato il più difficile e quello che richiede
più tempo.
Entrato nella zona cambio
indosso casco e occhiali. …Terminati i
Una volta terminata la prova natatoria, non è raro vedere triathleti
barcollare, colpiti da una leggera “Ipotermia” (diminuzione della temperatura
corporea) o in “Ipotensione”(diminuzione dei valori
della pressione arteriosa), infatti, si possono notare attorno alle loro bici, muoversi
in un equilibrio precario. Nessuna meraviglia, quindi che la zona cambio
“Nuoto-Bici” sia uno dei punti di osservazione preferita dagli spettatori. Una
volta inforcata la bicicletta, ho cercato di pedalare a più non posso riuscendo
in parte a recuperare lo svantaggio accumulato nella prova in mare. Raggiungevo
e superavo numerosi ciclisti (ne ho contati sette) durante l’intera frazione
ciclistica di
…L’arrivo del Triathlon
Sprint Alba di
Riccione. Sono sul podio dei
premiati della Categoria
Veterani.
Ho corso velocemente tra la spiaggia e le cabine in mezzo a bagnanti
incuriositi che assistevano la gara e grazie alla mia maggior predisposizione podistica,
superavo altri triathleti (ne ho contati otto). Finalmente raggiungevo il
traguardo e concludevo questo mio primo“Triathlon Sprint” in mare in 1h20’ più
che soddisfatto della prestazione cronometrica. Al termine della Manifestazione
chiamavo mia moglie ad assistere alla premiazione, dove lei con immenso stupore
(pure io) sentiva chiamarmi attraverso il microfono, ad invitarmi a salire sul
podio quale vincitore della categoria “Veterani” quasi non ci credeva…Tant’era
l’illusione che durava poco. Infatti, per un errore di lettura dell’addetto
alla premiazione, aveva cominciato a chiamare il “Terzo” classificato
invertendo l’ordine d’arrivo. Quindi ero arrivato “Terzo” anziché “Primo” ma,
era già un ottimo risultato e comunque, l’importante era ben figurare davanti a
quella che mi premeva di più…mia moglie! Dimenticavo di dirvi che comunque mia moglie ha
preferito tenere per buona la prima istantanea scattatami da lei stessa, quando
ero sul gradino più alto del podio, anche se non è quella buona!