Un’esperienza
indimenticabile…….Berlino 1990 di Marino Bongiovanni
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…Un appuntamento
assolutamente da non perdere era la Maratona di Berlino del 30 settembre 1990
dopo gli ultimi sviluppi politici e la caduta del “Muro”. Un’occasione unica
per guardare la nuova realtà tedesca e correre la maratona che per la prima
volta si snodava per tutta la città, senza distinzioni tra Ovest ed Est. Mai
avrei immaginato di provare tanta commozione e soddisfazione nel partecipare in
quella esperienza internazionale che si annunciava come evento storico con
oltre 25.000 partecipanti sotto lo striscione di partenza. Un’avventura incominciata
la mattina di venerdì 28 settembre; consapevole di quella realtà mi misi in
viaggio con tre amici…G.Camillo Trapella, Fazio Goretti e Luciano Cocchi, della
mia stessa della mia Società sportiva. In camper da S.G. in Persiceto con tanta
voglia di raggiungere il “Centro Maratona” presso l’Europa-Center, in Berlino
Ovest !
…Berlino 1990! Un appuntamento da non perdere. ….Durante il
viaggio sostavamo solo per il carburante
Ho guidato ininterrottamente per 15 ore fermandomi
solo per i rifornimenti di benzina, per un leggero pranzo e un pasto serale. Passato
il confine austriaco ed entrati nella Germania dell'Est ci siamo fermati per un
meritato riposo in branda, quando ormai era suonata da un pezzo la mezzanotte.
Il mattino seguente si riprendeva il viaggio alle prime luci del giorno, per
raggiungere la “Fukturm” (Torre della TV alta ben

...In posa dopo aver ritirato il Pacco Gara…… In camper per la classica cena pre maratona con spaghetti.
Si andava a dormire
presto, stanchi del viaggio ma forti nello spirito, per poter dire l’indomani:
“Ich bin anch in Berliner"...Anch’io sono a Berlino. 29 settembre 1990 “Apro gli occhi e ti penso e…ho in
mente te”! Iniziava così una famosa canzone scritta da Mogol–Battisti e cantata
dal complesso degli “Équipe

…. L’ampia zona
prevista dello Start Marathon. ….Quasi perfetta
l’organizzazione della Marathon.
Il luogo era
completamente invaso da una massa vociante di podisti, provenienti da tutto il
mondo...uomini e donne d’ogni razza e religione senza
distinzione fra gruppi etnici e ideologie politiche, accomunati solo da una
passione quella dei
…...Il percorso attraversava il Centro
di
Berlino. Emozionante attraversare di corsa Porta Brandeburgo
C’era da rimanere incantati per tanto folclore in mezzo ad una babele
di lingue di maratoneti che effettuavano stretching ed allunghi, chi consegnava
le borse, insomma la frenesia della gara era palpabile. Entrato nella zona
stabilita dall'organizzazione ed effettuata la punzonatura ero pronto…per la
partenza! L’emozione e la tensione mi danno un’ulteriore carica d’adrenalina a
tal punto che fatico a tenere a freno le gambe, mentre migliaia di palloncini
salgono al cielo, uno sparo da inizio a quella avventura. Ci avviamo verso il
lungo viale Striasse des 17 Juni, e non mi sembrava vero di correre in una così
maestosa festa dello sport in onore della riunificazione.
…...Il percorso attraversava il Centro
di
Berlino. Emozionante attraversare di corsa Porta Brandeburgo
In qualche modo nella veste di semplice podista entravo a
far parte della storia…perché per la prima volta si correva, da Ovest verso Est
con una maratona. Berlino è sommersa da un incredibile serpentone colorato di atleti
venuti a testimoniare quel momento particolare non solo per il popolo tedesco,
ma per tutta l’Europa, un evento che segnava, alla distanza di 45 anni, la fine
reale della seconda guerra mondiale. Attraversato di corsa la famosa Porta di
Brandeburgo, si passava nei presidi un’ex postazione di controllo al ”Muro”
dalla quale le guardie sparavano ai fuggiaschi della Berlino Est, a sua volta trasformata in un monumento alle
vittime innocenti. Accanto al Rechstang si potevano ancora vedere le croci in
memoria degli uccisi e mentre passavo di corsa mi sentii un nodo in gola da
commuovermi.
Si correva
prevalentemente in un percorso transennato tra una folla festante, assordante e
calorosa, in un continuo cambiamento coreografico, ogni qual volta si
transitava fra i tanti quartieri tappezzati da striscioni e palloncini
colorati, incontravi orchestrine improvvisate inneggianti musica pop o
classica. L’evento sportivo passava in secondo piano i protagonisti erano i
berlinesi che esternavano la loro gioia per la riunificazione. Continuando la
mia corsa in Berlino Est non si notava alcun negozio traboccante di ricchezza,
o vetrine colorate ed illuminate a festa, per le
strade poche macchine parcheggiate e tutte uguali (laTrabbat).

…Una Parte delle mura
ancora in piedi a Berlino. … In posa sotto la famosa Porta
di
Brandeburgo!
Nella parte ad “Est”,
la cosa che mi affascinava di più era l’impressione di trovarti in un altro
mondo…un mondo in bianco e nero, dove tutto era fermo agli anni quaranta, prima
della guerra, tra monumenti storici, immensi palazzi ricostruiti nello stesso
stile e con ancora innumerevoli cantieri aperti. Del resto bisogna ricordare
che prima della caduta del muro, Berlino Ovest ha rappresentato quel che era a
lungo proibito di là dal muro. Quante persone
lungo il tragitto con improvvisati oggetti (fischietti, tegami, campanacci ecc.)
richiamavano l’attenzione rumoreggiando e incitando i maratoneti a tal punto da
caricarti di energia e con tale atmosfera raggiunsi il traguardo senza sofferenza
e con un buon risultato cronometrico.

Il 3 Ottobre del
1990 ufficialmente la Riunificazione ….Di nuovo in viaggio verso casa….la nostra Italia!
Ricevuta la meritata medaglia, mentre mi appresto ad effettuare una
doccia calda in una delle innumerevoli tende allestite in pieno centro a
Berlino Ovest, ho avuto il dubbio che i padroni di casa fossero un po’
imbarazzati da quel abbraccio di libertà improvvisa ed inaspettata. Da lì a
pochi giorni precisamente il 3 ottobre 1990 ufficialmente avrebbero
proclamato la riunificazione della Germania un altro passo decisivo verso il
loro futuro.
A distanza di tanti anni, mentre mi appresto a concludere questo mio
scritto penso come allora che prima, di assistere ad una vera riunificazione
del Germania, le due realtà geografiche dovranno superare lo shock culturale
che non hanno ancora assorbito.