La Corsa più bella al Mondo…………..…La  100 Km.  del  Passatore 1988    di     Marino Bongiovanni

…Parlare di Maratone e Ultramaratone è un argomento che mi affascina, da sempre. Il perché è insito nella lunga distanza che accomuna nella fatica uomini e donne d’ogni razza e religione senza distinzione fra gruppi etnici, e ideologie politiche. E pensare che all’inizio si comincia a correre o come si preferisce chiamare “Footing” o “Running”(vocaboli inglesi di voga), stimolati da un amico com’è successo anche a me, oppure per restare in forma e smaltire qualche“Chilo”in più. Poi timidamente si comincia a partecipare alle varie camminate Domenicali di 5–10-15 Km; nella nostra Provincia o Regione. Poi con il passare degli anni, correre una maratonina (21,097) o la maratona (42,195 Km) non ti spaventa più, anzi ti affascina e i chilometri diventano un richiamo al quale non si può rinunciare. Un giorno poi…Maturi l’idea d’intraprendere un evento straordinario come…Correre nella famosa “100 Chilometri del Passatore”!

                             

…Il Tracciato del Percorso della 100 Km del Passatore   ….Stazione di Bologna in attesa di andare a Firenze.                   

 

Il panorama delle 100 Km. è molto ampio, ma quella del Passatore vale 10/100 volte di più. Un’ultramaratona famosa per il suo suggestivo percorso, che da Firenze porta a Faenza attraverso l’Appennino. Correre in quella avventura vuol dire raccogliere la sfida con se stessi per un’impresa non impossibile. In una gara così impegnativa l’obiettivo è cercare di non calare mai il ritmo della corsa. Se ti sei preparato con coscienza e razionalità chiunque può farcela. Una volta che ho deciso di partecipare alla XVI Edizione del Passatore del 28 maggio 1988, ho iniziato alcuni mesi prima ad allenarmi. Per ricevere il pettorale della corsa ho pensato di usufruire del fatto di lavorare presso l’Officina FS Grande Riparazione di Bologna e di aggregarmi ai partecipanti della Società Podistica del Dopolavoro Ferroviario di Bologna.

 

                           

…Sostanzioso pranzo nella mensa del DLF di Firenze.   In posa con alcuni partecipanti alla 100 Km. del DLF.                               

 

Finalmente è arrivato il grande giorno e dopo essermi recato a Bologna in treno sabato mattina. Alle 9.30 mi trovo seduto su un “Espresso”con i podisti dei Ferrovieri e siamo diretti a Firenze. A mezzogiorno dopo aver usufruito della mensa del DLF della città, consumando un sostanzioso pasto di carboidrati, alle ore 14.00 siamo sul luogo della Partenza. Ora mi trovo catapultato in un’atmosfera quasi irreale, in un’affollatissima Piazza della Signoria, in mezzo ad un tumulto indescrivibile di podisti provenienti da tutta Italia e dal mondo. Dagli altoparlanti la voce dello speaker eccita ancor di più gli animi dei partecipanti. Questa Edizione della 100 Km. del Passatore è valida per il Campionato Nazionale FIDAL. Un appuntamento che si rinnova ogni anno e…Sono circa tremila gli incoscienti, matti, eroi o atleti qual si vogliano chiamare questi appassionati che si cimentano in questa “Gran fondo”.

 

                            

…Stiamo  per  dirigersi  verso  Piazza  della  Signoria.     Un massaggio dall’esperto allenatore del DLF. BO. 

Ore 15.00: lo sparo! Un boato di sollievo si alza in cielo, finalmente è arrivato il momento di scaricare tutta la tensione nell’estenuante attesa. Ci riversiamo per le vie di Firenze con gran disordine e confusione...nessuno ci può più fermare! Ai lati del percorso due ali di folla salutano con un coro d'applausi il nostro passaggio. Il percorso suddiviso in otto tappe (con punzonatura ad ogni passaggio sul pettorale di gara) attraversa: Borgo San Lorenzo  (Km. 35), Razzuolo (Km.45), Passo della Colla di Casaglia (Km.50), Marradi (Km.70), San Casciano (Km.75), Fognano (Km.85), Brisighella (Km.90) ed infine Faenza (Km. 101,500). Questa corsa ricalca bene la favola della lepre e della tartaruga…Passo dopo passo, ogni atleta deve trovare il proprio ritmo giusto, che gli permetterà di raggiungere il traguardo.

 

                            

 …Gruppo  del   Dopolavoro  Ferroviario  di  Bologna!   ….Nella Piazza della  Signoria con il  DLF di Bologna.

Le gambe impazienti vorrebbero già…Macinare molti chilometri sull'asfalto arroventato dal caldo, ma è meglio assestarsi ad un ritmo più tranquillo, la strada da percorrere è tanta. Per alcuni chilometri sono impegnato sulla salita per Fiesole e supero un gruppo di tapascioni vestiti di strano modo, sembrano degli escursionisti (forse pensano di essere in una marcialonga), poco distanti alcuni ciclisti in mountain bike. Alle 18,30 arrivo a Borgo San Lorenzo. Prima di iniziare la salita impegnativa del Passo della Colla (913 Mt. s.l.m.), sono richiamato dalle urla di mia moglie Sandra (venuta in auto per ogni evenienza) che dal bordo della strada m’invita a cambiare la maglia sudata ed infilarmi la calzamaglia. La rassicuro sulle mie condizioni, riconsidero un nuovo punto d'incontro con lei e riprendo la corsa.

 

                             

 …La strada da  percorrere è tanta  e  con molta salita!   …Dopo 29  chilometri arrivo  a  Borgo San  Lorenzo. 

Dopo alcuni chilometri, decido di camminare fino in cima al Passo della Colla mangiando qualcosa di sostanzioso, offerto da uno dei tanti ristori disseminati lungo il percorso (due banane ed alcune fette biscottate con miele). La salita è lunga e gli ultimi sei chilometri sembrano non finire mai. Supero l’ultimo tornante e sono su al Passo (ore 21.40). Ho corso ormai 50 Km e trovo ad aspettarmi in cima mia moglie Sandra che m’incita, ma nello stesso tempo scruta con sospetto il mio volto in cerca di segnali di crisi. Finalmente dopo tanta salita, inizio a correre in discesa e questo è il momento più bello, perché sento le gambe che hanno di nuovo la forza e la voglia di correre. Intanto mi conforta la scelta di aver indossato la calzamaglia perché l’aria è fredda e pungente con il sopraggiungere della notte.

 

                                   

Decido di Camminare per 6 Km. fino in cima al Passo  ...Alla Colla  trovo ad  aspettarmi  mia  moglie Sandra.     

 

Corro in scioltezza ad un buon ritmo, guidato dai falò e dall’odore delle piadine con salsiccia e del vin brulé dei ristori situati in ogni paese che attraverso, nonostante la tarda sera sono ancora numerose le persone che ti accolgono con un applauso, un saluto, un incoraggiamento. Ti rendi conto allora che i veri protagonisti, siamo noi semplici amatori, quelli di cui la cronaca non parlerà mai, ma che fanno la vera storia della corsa, infatti, senza di noi, il Passatore non sarebbe mai cresciuto tanto, da ripresentarsi ogni anno con oltre tremila partecipanti. Arrivo a Marrani (ore 22.50) il buio ricopre ogni cosa e con la torcia illumino le pietre ai bordi della strada che segnalano i chilometri e così pure i cartelli stradali.

 

 

..Quando raggiungo Marradi  la stanchezza  è  vinta!   …Ogni paese che attraverso mi rigenero d’adrenalina.       

 

Ogni paese che attraverso mi rigenero d’adrenalina e allungo il passo verso il prossimo. Ho percorso 85 chilometri, quando arrivo nel paese di Fognano, e poco dopo raggiungo la cittadina di Brisighella (90 Km.) sono le ore1h15. Ormai…La stanchezza è apparentemente vinta o meglio soffocata dal convincimento che il traguardo è ormai vicino! Finalmente, vedo le luci di Faenza ancora un lungo rettilineo poi una svolta a destra ed ecco improvvisamente dal silenzio della notte, sentire in lontananza la voce dello speaker. Come un sogno davanti a me si apre Piazza del Popolo...vedo l'arrivo e poco più in là il palco. E' Finita! Al traguardo mi consegnano il cartellino con il tempo ed il piazzamento (106 Ass. e 15°di Cat.). Abbraccio commosso mia moglie per l’appoggio importante fornitomi durante quest’estenuante gara.

 

                 

   …Improvvisamente davanti a me Piazza del Popolo.   ….E' Finita! Al traguardo mi consegnano il cartellino!

 

Sono ormai le due e trenta del mattino di domenica 29 maggio e dal palco mentre guardo l'arrivo di altri Centochilometristi al limite della sopportazione: ognuno con una storia da raccontare e forse altri che non la raggiungeranno la Piazza del Popolo di Faenza, il mio primo pensiero è rivolto proprio a loro. A distanza di tanti anni da quella impresa, sono ancora del parere che dalla fatica si ricava “Energia, mentre il “Dolore” è l'ordinario compagno di viaggio per un maratoneta. Naturalmente più sei di costituzione robusta ed allenato, più si alza la soglia della sofferenza fisica, ma…Una volta raggiunta, si stabilisce un conflitto fra la testa e le gambe. Le gambe assecondano l’invito della stanchezza e tendono a fermarsi. Riuscire ad imporre alla testa determinazione ed esaltazione, l’atleta supera la sofferenza e la vince. In conclusione volontà e determinazione oltre ad una preparazione fisica e psichica, hanno contribuito a farmi concludere quest’indimenticabile 100 chilometri del Passatore… in 10 ore e 21 minuti. La corsa più bella al mondo!